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Audit energetico

La tua azienda ha più di 250 dipendenti oppure soddisfa entrambe le condizioni seguenti?
1- raggiunge un fatturato annuo superiore a 50 milioni di €
2- presenta un totale di bilancio superiore a 43 milioni di €
Secondo la Direttiva Europea 2012/27/UE, è necessario gestire e razionalizzare l’uso dell’energia ed effettuare un audit energetico ogni quattro anni.

L’audit energetico consiste nel fotografare i consumi energetici dell’azienda, identificare i potenziali risparmi e definire un piano d’azione prioritizzato tenendo conto dei vincoli specifici del sito, dei benefici energetici ed economici e del tempo di ritorno dell’investimento.

Si stima che in ogni stabilimento esista un potenziale di risparmio del 20-30%, espresso in kWh o in euro.
Il risparmio economico non riguarda solo l’energia risparmiata (kWh). Può riguardare anche manutenzione, qualità, produttività o sicurezza: in questo caso si parla di benefici indotti.

Le azioni che portano a questi benefici richiedono spesso un investimento pari a circa 3/4 della bolletta energetica annua, ma il ROI è generalmente inferiore a 2 anni.

La prima fase del sistema di gestione dell’energia: la realizzazione di un inventario.
Questa fase ha due parti complementari:
1- un inventario tecnico delle installazioni;
2- un inventario organizzativo della gestione in atto.
L’inventario tecnico consente all’azienda, in particolare, di effettuare la “revisione energetica” secondo il capitolo 4.4.3 della norma ISO 50001, ovvero:

a- analizzare usi e consumi energetici a partire da misure e altri dati;
b- identificare gli usi energetici significativi;
c- identificare, prioritizzare e registrare le opportunità di miglioramento della prestazione energetica.

L’inventario organizzativo permette di valutare i fattori che contribuiscono a una gestione efficace e sostenibile dell’energia, in particolare:

d- inventario di risorse, ruoli e responsabilità per promuovere l’efficienza energetica;
e- livello di consapevolezza energetica, formazione e competenze;
f- controllo operativo.

L’obiettivo è identificare punti di forza e criticità per definire piani d’azione di miglioramento.

Al termine dell’inventario, le aziende dispongono di un report completo che consente di visualizzare rapidamente i punti di forza e le aree di miglioramento in vista dell’ottenimento della certificazione.
Successivamente, questa valutazione accompagnerà l’azienda lungo tutto il percorso di Energy Management per osservare l’evoluzione dei diversi indicatori in funzione delle azioni implementate.

Nella maggior parte dei casi si stima che:
l’88% delle azioni di risparmio energetico raccomandate e adottate riguardi gli impianti (attrezzature, edifici, forniture):

- Azioni con il fornitore di energia;
- Sostituzione o regolazione delle apparecchiature;
- Interventi sull’edificio;
- Conversione a energie rinnovabili;

Il 12% delle azioni raccomandate e adottate riguarda invece il sistema di gestione in senso lato:

- Formare e sensibilizzare i dipendenti;
- Monitorare i consumi;
- Implementare un piano di misura e indicatori di prestazione energetica;
- Adeguare il sistema di gestione dell’energia alla ISO 50001.


Recupera il calore di scarto per valorizzare energia già pagata!
L’energia è essenziale per la maggior parte dei processi produttivi e delle utility industriali. Una parte, talvolta significativa, del calore generato viene inevitabilmente dispersa: aria calda, acqua di raffreddamento, condense dei fumi, vapore o calore di processo. Si parla di “calore di scarto” (fatal heat). Questo calore è nella maggior parte dei casi recuperabile e può diventare una fonte importante di risparmio energetico.
Il calore di scarto può essere:

- utilizzato internamente, per soddisfare esigenze specifiche dell’azienda;
- ceduto all’esterno, per soddisfare il fabbisogno termico di altre aziende o utenti tramite una rete di teleriscaldamento.

Procedura di audit energetico:


FASE 1: Pianificazione dell’audit.

Definizione degli obiettivi;
Suddivisione delle apparecchiature produttive in volumi di controllo (o unità);
Definizione delle attività di analisi e monitoraggio;
Assegnazione delle responsabilità.


FASE 2: Raccolta dati.

Dati di produzione per prodotto;
Dati di consumo per tipologia di energia;
Evoluzione nel tempo di produzione-consumi (giorno, settimana, mese...).


FASE 3: Esecuzione delle misure.

Definizione di campagne e matrici di test;
Inventario delle misure disponibili in sito;
Inventario delle misure aggiuntive da effettuare;
Preparazione strumentazione;
Esecuzione delle misure.


FASE 4: Elaborazione dati - Bilanci energetici - Rendimenti.

Elaborazione dei risultati di misura;
Valutazione dei consumi specifici - confronti con “standard”;
Verifica dei bilanci energetici - valutazione delle perdite;
Interpretazione di eventuali scostamenti - correzioni;


FASE 5: Identificazione di possibili miglioramenti nella gestione dell’energia.

Nell’elaborazione dei dati;
Nel monitoraggio delle misure di risparmio…;


FASE 6: Identificazione di miglioramenti di manutenzione.

Sensibilizzazione del personale;
Valutazione dei possibili risparmi;
Definizione delle responsabilità per l’implementazione.


FASE 7: Identificazione di miglioramenti a basso investimento.

Isolamento termico;
Bilancio elettrico (cos ϕ, quarti d’ora)...;


FASE 8: Identificazione di miglioramenti che richiedono investimenti rilevanti.

Valutazione del risparmio annuo netto;
Valutazione dei costi di investimento;
Analisi della redditività economica e del rischio;
Modalità di finanziamento;


FASE 9: Preparazione del report.